DIARIO TREVIGIANO
A cura di Franco Piol
Intervista in esclusiva a Rosanna Saran |
di Gabriele Fantasia
Ciao Rosanna,
inizio complimentandomi per il primato personale di maratona ottenuto a Treviso (2h59′36″), tempo che ti ha permesso di giungere tra le prime dieci donne all’arrivo di Piazzale Burchiellati (nono posto per la precisione), e tempo che ti ha visto primeggiare tra le coetanee di categoria MF40.
1 - Innanzitutto facciamo conoscere al pubblico Rosanna: attività svolta, hobbies, campo di allenamento e tecnico…
Insegno inglese della scuola Primaria: è un lavoro che mi coinvolge e mi appassiona molto.
Sono sposata e ho una figlia di 21 anni e un ragazzo di 17. Il mio tempo libero lo dedico tutto alla corsa e alla ricerca e preparazione di materiale per la scuola.
Mi alleno nelle stradine di campagna di Ponzano e dintorni e al campo d’atletica di fronte casa, seguita dal tecnico Rocco Pol.
2 - Conosco tuo marito, Remigio, e sò che anche lui ha la tua stessa passione per il running: quanto è stimolante e quanto ti aiuta questa situazione nella quale vi trovate sicuramente spesso a percorrere gli allenamenti insieme?
Abbiamo una passione che ci accomuna ,e questo è uno stimolo reciproco a migliorarsi, ma orari di lavoro diversi, per questo motivo spesso ci alleniamo ognuno per proprio conto.
Non mi sento ostacolata, per il tempo che dedico alla corsa e non ostacolo lui, anche se a volte qualche incomprensione è inevitabile.
3 - Come hai scoperto la corsa e quando hai debuttato in maratona? Raccontaci un pò le tue esperienze, quelle che ritieni ti abbiano aiutato come atleta ad arrivare poi al risultato di Treviso 2010…
Per una sorta di scommessa in famiglia, ho partecipato alla prima Treviso Marathon, senza alcuna cognizione sulla corsa. Stanca di palestre e piscine, avevo cominciato a correre da qualche mese, mi allenavo da sola, senza sapere cosa fossero ripetute o variazioni, utilizzando un vecchio paio di scarpe da ginnastica che non mettevo più per andare a scuola.
La Treviso Marathon del 2004 è stata la mia prima gara podistica in assoluto, prima di questo evento non avevo mai partecipato a una “non competitiva” o altro genere di corsa.
E’ stata dura dopo il 35°km, camminavo e correvo e giuravo che non avrei mai più indossato un paio di scarpe da running in vita mia! Ho concluso in 3.58.21.
Io non so se sia stato come l’imprinting per la paperella di Konrad Lorenz, ma da allora io corro tutto l’anno aspettando quei 42 km. So che sicuramente questo è riduttivo per un podista, ma le emozioni che fino ad oggi mi hanno saputo regalare le maratone, nessun’ altra gara me le ha fatte provare.
Nel 2006 ho conosciuto il tecnico Rocco Pol ed è stata una grossa opportunità, perché oltre a continuare a divertirmi nella corsa, seguire le sue direttive, mi ha permesso di migliorarmi e velocizzarmi e di entrare a far parte di una specie di grande famiglia di podisti e podiste che frequentano il campo di Ponzano e che fanno riferimento a lui.
Ho avuto, inoltre, la soddisfazione e l’onore di partecipare con la squadra d’atletica femminile “Libertas Idealdoor San Biagio”, ai campionati italiani societari Master su pista, portando il mio tiepido contributo sui 3000: nel 2007 ci siamo piazzate al 6° posto, nel 2008 al 4° e nel 2009 a Firenze al 3° posto.
4 - Abbiamo visto che a Treviso eri accompagnata da Remigio, che ti assisteva in bicicletta, ma a parte i suoi consigli e i parziali chilometrici, quando hai veramente capito che ce l’avresti fatta a scendere sotto il fatidico muro delle 3 ore?
Remigio mi ha raggiunto dopo il ponte , sapeva che la prima parte volevo farla da sola, la vera gara cominciava a Spresiano.
E’ stata una presenza discreta, ma importante, mi seguiva senza assillarmi con tempi e consigli che non sarei mai stata in grado di seguire, incoraggiandomi a non mollare.
Ho guardato il parziale solo quando ho passato la mezza, Rocco mi aveva detto sicuramente passerai i 21 km sotto l’ora e 30 (a me sembrava azzardato, ma per 15 sec. è andata così!), mi aveva anche detto di cercare di stare con i palloncini delle 3 ore, almeno nella prima parte. La cosa mi spaventava, temevo che i palloncini gialli mi portassero a correre oltre le mie possibilità bruciando tutte le riserve d’energie prima del traguardo.
Alla fine ho corso tutta la seconda parte della gara insieme, o per meglio dire davanti, questo è stato sicuramente di aiuto, mi permetteva di aver ben chiara la situazione, solo che mi aspettavo un calo verso il 35 km e quindi un sorpasso da parte dei pacer con conseguente allontanamento dall’obiettivo delle 3 ore.
Avevo pronto l’obiettivo di consolazione, non volevo che la frustrazione per l’eventuale sorpasso mi distruggesse psicologicamente, quindi mi ripetevo “Hai sempre la possibilità di migliorare il tuo personale!”. Gli ultimi chilometri sono stati quelli dei parenti stretti, fratelli, cognati, cognate, nipoti, papà e tanti, tanti amici, sono loro che mi hanno dato la carica finale aiutandomi a terminare la gara senza cedimenti di ritmo.
5 - Ti comunico, se già non lo sai, che con questo tempo rientri tra le top 20 trevigiane all-time (in 20esima posizione per la precisione), ed immagino che sia una grossa soddisfazione. Hai qualche ringraziamento particolare?
Sicuramente un ringraziamento speciale và a Rocco Pol che mi ha dedicato, tempo e pazienza in questi anni e soprattutto in questi tre mesi che hanno anticipato l’evento.
Ha saputo costruire un programma di allenamenti, che non poteva essere più su misura di così: non mi sono mai trovata in queste settimane ad affrontare lavori impossibili, che ti facciano dimenticare il piacere per la corsa, la fatica era perfettamente calibrata alle possibilità del mio fisico e così settimana dopo settimana, abbiamo affinato la preparazione, raccogliendo i primi frutti alla maratonina di Vittorio Veneto, poi sui 30 km della “Belluno – Feltre” e in fine a Treviso.
6 - Qual’è l’allenamento nel quale ti senti più a tuo agio e in cosa secondo te potresti migliorare?
Amo i lunghi e soprattutto i lunghissimi, il mio punto debole, però è la velocità, fatico ad abbassare i tempi sui 10 km e sui 21 km.
7 - Qual’è il tuo prossimo obiettivo agonistico?
Continuare a correre per il piacere di correre, magari con l’obbiettivo di abbassare i tempi sui 10 km e sui 21 km e perché no magari migliorare anche il mio personale sui 42 km.
8 - L’atletica leggera, e le lunghe distanze in particolare, vivono in un momento di forte crisi dovuta al ricambio generazionale che manca al vertice, cosa manca secondo te ai giovani per poter intraprendere la giusta strada e dai due consigli a chi vuole per la prima volta provare un paio di scarpette da running.
Non mi sento competente in materia, direi sicuramente cose banali e inadeguate, per cui lascio la parola a chi ne capisce qualcosa di più di atletica leggera.
Mi risulta più facile, invece, dare i due consigli!
Innanzitutto é dimostrato che correre fa bene alla salute! E già questo vi dovrebbe convincere ad essere dei nostri.
La prima cosa che vi suggerisco di fare è di comperare un paio di scarpe adatte, in modo da evitare fastidi e piccoli infortuni che potrebbero stroncare la vostra carriera sul nascere.
Secondo, definite prima di cominciare una tabella allenamenti, che preveda una progressione adeguata, tenendo conto del vostro livello di partenza. Evitate di strafare anche se l’entusiasmo iniziale a volte potrebbe prendervi la mano………. e non dimenticatevi di fissare degli obiettivi raggiungibili che siano di stimolo e diano senso a tutta questa fatica che state per fare!
Ringraziamo la gentile Rosanna per il tempo concesso e facciamo un appunto a tutti coloro che la incrocieranno durante uno dei suoi allenamenti per le strade di Ponzano e dintorni: stà solo preparando un altro successo!
Grazie ancora e tanti cari auguri!
Gabriele Fantasia